
di Quentin Tarantino
anno di produzione: 2009
Immaginiamo una classica trama ad intreccio con tre storie parallele che si intersecano e con dei piani meditati dai protagonisti che si sovrappongono tra loro.
Si sovrappongono ma i rispettivi piani di tutti quanti conducono ad un unico cinema.
Immaginiamo di dover riscrivere la storia e immaginiamo che questa storia sia ambientata nella Francia occupata dai nazisti.
Prendiamo il celebre fumetto di Spiegelman il quale disegnava gli ebrei raffigurandoli come topi; prendiamo la Francia di fine ottocento in ginocchio per l’affaire Dreyfus, il celebre soldato ebreo-alsaziano accusato di spionaggio; ora mischiamo tutti questi elementi.
Ci ritroviamo in una storia di spie; non siamo nella Francia dell’ottocento (quella dell’affaire Dreyfus) ma nella Francia nazista e c’è ancora una Dreyfus (anch’essa ebrea) che scampa allo sterminio della propria famiglia a opera del colonnello SS Hans Landa, interpretato dall’eccellente attore austriaco Christoph Waltz.
Abbiamo un gruppo che si fa chiamare “i bastardi” che trova il proprio motivo di gloria nel prendere lo scalpo ai nazisti e che si affiancherà a una spia, un’attrice tedesca che trama contro la sua nazione. Abbiamo le gesta del colonnello nazista che interferisce nei destini dei protagonisti.
Anche se inizialmente non potrebbe sembrare un film di Tarantino, dopo 5 minuti dalla presentazione di uno dei “bastardi”, appare chiaro che non solo è Tarantino ma anche al suo massimo grado.
Tanti i riferimenti autoreferenziali! Il film stesso è un omaggio a “Quel maledetto treno blindato” di Enzo G. Castellari (1977) e che fu trasmesso negli States con il titolo, appunto, di “Bastardi senza gloria”.
L’auto referenzialità è data anche dalla trappola del cinema nel cinema. Come il dramma teatrale di Amleto utilizza una trappola per mezzo del teatro (meta-teatro) e la chiama “trappola per topi”, atta a catturare la coscienza dello zio assassino del padre; qui, in “Bastardi senza gloria”, è il cinema che si serve del cinema per catturare (come topi) i nazisti e questo piano è partorito appunto da Shosanna Dreyfus, l’ebrea che inizialmente scappa dal braccio della morte di Hans Landa.
Shosanna è l’ebrea che da “topo” arriva a capovolgere la situazione trasformando i nazisti stessi in topi. Anche allegoricamente, quindi, la storia è stata riscritta. Non solo. Un donna che simbolicamente, come ogni donna, è la madre terra e generazione, qui diventa distruzione perché la madre terra abbandona sempre chi non la rispetta divenendo matrigna.
Allegorico anche il vestito di Shosanna che riprende l'elemento utilizzato per distruggere.
Shosanna è vittima, madre/matrigna terra e femme fatale.
Nonostante le diversità dai soliti film di Tarantino, abbiamo comunque tutti i soliti e piacevolmente noti ingredienti che rendono riconoscibile l’inconfondibile firma tarantiniana.
La frase finale del film (pronunciata da Brad Pitt) sembra essere una strizzata d’occhio di Tarantino al suo spettatore.
Adesso, numeri e scheda tecnica....................
| Lingua originale: | inglese, francese, tedesco, italiano |
| Paese: | USA |
| Anno: | 2009 |
| Durata: | 153 min |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | guerra |
| Regia: | Quentin Tarantino |
| Sceneggiatura: | Quentin Tarantino |
| Produttore: | Lawrence Bender, Quentin Tarantino |
| Distribuzione (Italia): | Universal Pictures |
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| Fotografia: | Robert Richardson |
| Montaggio: | Sally Menke |
| Tema musicale: | The Green Leaves of Summer (Nick Perrito) |
| Scenografia: | David Wasco |
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