
di Lars Von Trier
anno di produzione: 2009
Film che rompe ogni schema, non catalogabile e unico nel suo genere. È un film di Lars von Trier ma non sembra affatto uno dei film di Lars von Trier; in realtà non lo si potrebbe attribuire a nessun regista anche se, in ultima istanza, solo una mente particolare come quella del nostro amato regista danese sarebbe stata in grado di idearlo e realizzarlo.
Sulle note di “Lascia ch’io pianga” del Rinaldo di Handel accompagnate da immagini quasi oniriche ha inizio il nostro film. La prima cosa che viene in mente è la dicotomia classica Eros/Thanatos ma anche universo maschile/universo femminile.
Che Eros e Thanatos fossero collegati abbiamo a supporto pagine e pagine di letteratura e di trattati dagli albori della civiltà, ma qui è diverso; qui abbiamo un atto di thanatos avvenuto esattamente durante un atto di eros, praticamente in contemporanea, e tutto questo si fonde perfettamente in un tutt’uno con le note di Handel.
Da qui la tragedia. Uno dei due protagonisti è uno psichiatra (l'uomo, ovvero la razionalità che non contempla realtà altre) e prende in cura la sua compagna (la donna, ovvero l'intuito che contempla ed evoca realtà altre, cioè modi diversi di raccontare la realtà) che parrebbe essere quella più scioccata da questa porta su Thanatos apertasi nella loro vita.
Sono due genitori che hanno dovuto seppellire un figlio; questa cosa, da sempre, è considerata un atto contro-natura (è naturale generare un figlio perché la natura è generazione).
A sottolineare il dolore, abbiamo una agghiacciante scena di morte a rallentatore avvenuta in una allegoricamente "pura" nevicata sul loro mondo.
Contro-natura sembra il termine chiave di questo film oltre che una delle chiavi di lettura del titolo “Antichrist”.
Altra chiave di lettura, come evidenziato da alcuni filosofi di cui parleremo in seguito, è il termine Antichrist stesso in quanto viene anche inteso non come una persona o un essere ma come tutta una situazione in quanto privata di una naturale salvezza.
Come luogo più atto alla terapia da intraprendere i protagonisti scelgono un certo particolare bosco chiamato, stranamente, "Eden" (in questo film non ci sono trame, personaggi o cose ma ci sono allegorie di trame, allegorie di personaggi e allegorie di cose; tutto è simbolo, significante e significato); i personaggi fanno terapia nella natura, quindi.
Nella natura del bosco ci saranno atti “contro-natura” che in fin dei conti fanno parte della natura umana ed in particolare quando questa è dominata dalla paura e dall’irrazionalità; è comunque in quella irrazionalità che vengono pensati lucidamente piani che sulla carta sono logici e razionali; in fin dei conti è la natura umana (che a volte è contro-natura) mostrata nelle sue più bieche e recondite sfaccettature.
È la storia di un senso di colpa e di un dolore così grandi che in modo catartico cercano disperatamente Thanatos, perché da Thanatos è partito tutto e a Thanatos vogliono tornare.
La tipica impronta di von Trier si trova nella divisione in capitoli; in maniera catartica i personaggi e la natura realizzeranno alcuni capitoli del film suddivisi nel climax di dolore, pena e disperazione che saranno rappresentati anche dai "tre mendicanti" mostrati nella loro versione animalesca: il cervo, la volpe, il corvo.
Alcuni filosofi hanno visto nei tre mendicanti animaleschi anche una sorta di allegoria negativa dei tre re magi in quanto i doni portati sono doni di morte.
Ma la morte, come si diceva, è qui in veste catartica evocata, cercata e ricercata come unica salvifica (in questo senso ci sarebbe "salvezza") soluzione.
L’amore e l’odio sono, in questo film, liberi di essere se stessi e vengono esasperati e portati alle estreme conseguenze nella natura genitrice (la generazione della natura e delle donne: altro tema chiave).
Simbolico è il riferimento alla stregoneria, a donne quindi che furono considerate "innaturali" dall'uomo ma che in realtà sono madri se il conflitto con l'uomo porta ad un dialogo e matrigne quando questo conflitto di "forze" viene esasperato; e per uscire da questo conflitto esasperato c'è solo la morte catartica.
Tutto questo, e molto altro ancora, è ANTICHRIST.
Il trailer allegato dopo la scheda tecnica è quello originale inglese; tale scelta è dovuta al fatto che il trailer italiano stravolge il senso e la tipologia di film che ci dovremmo aspettare.
Adesso, numeri e scheda tecnica....
| Lingua originale: | Inglese |
| Paese: | Danimarca/Germania/Francia/Svezia, Italia, Polonia |
| Anno: | 2009 |
| Durata: | 104 min |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Rapporto: | 2.35 : 1 |
| Genere: | horror, drammatico |
| Regia: | Lars von Trier |
| Soggetto: | Lars von Trier |
| Sceneggiatura: | Lars von Trier |
| Produttore: | Meta Louise Foldager |
| Produttore esecutivo: | Bettina Brokemper, Peter Garde, Peter Aalbæk Jensen |
| Casa di produzione: | Zentropa Entertainments |
| Distribuzione (Italia): | Lucky Red |
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| Fotografia: | Anthony Dod Mantle |
| Montaggio: | Åsa Mossberg, Anders Refn |
| Effetti speciali: | Fabian Grobholz, Dennis Kron, Erik Zumkley |
| Scenografia: | Karl Júlíusson |
| Trucco: | Uta Bucklitsch, Thomas Foldberg, Antje Bockeloh |
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